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Il pezzo mancante

Il pezzo mancante

Creare il proprio puzzle può essere un momento di relax, una piccola pausa da pensieri e una grande gioia per chi pezzo per pezzo completa un opera che per lui sarà sicuramente un capolavoro.
Tuttavia cosa potrebbe succedere se l’ultimo pezzo di questo capolavoro mancasse? Come si sentirebbe dopo tanta fatica l’ artista con il suo capolavoro incompleto? Cosa farebbe per il pezzo mancante?

Il pezzo mancante e la sua storia

Nella storia dei puzzle il rischio di smarrire i pezzi è sempre in agguato. Infatti i professionisti scelgono stanze isolate e totalmente in solitaria iniziano a porre pezzo per pezzo, con grande cura, ogni singolo tassello del proprio puzzle.

Infatti la bellezza del puzzle sta nella sua infinita ricerca dei pezzi e nel suo grandissimo percorso introspettivo dentro l’artista. Tuttavia il costruttore di puzzle che sta decidendo di percorrere questa strada difficile e impervia rischia di perdersi a causa di un semplice pezzo mancante.

L’ultimo pezzo mancante puzzle di un pensionato inglese

Nel 2010 un pensionato inglese riuscito a completare, dopo sette anni, un puzzle si rese conto di non avere l’ultimo pezzo, decise allora di fare qualcosa.
La strana storia di un pensionato di 86 anni che amava i puzzle al punto di toccare la disperazione per il pezzo mancante, dopo sette anni di meticoloso impegno, fece il giro del mondo.

Per Jack Harris era diventato quasi un tormento quel puzzle da 5000 pezzi. Intatti regalato dalla sua nuora nel 2002 fu il compagno di Jack tutti questi anni.
Tuttavia arrivato alla fine Jack realizzò che un pezzo era mancante e che il suo progetto non sarebbe mai terminato. Amarezza e delusione si impadronirono di lui e, come ogni appassionato del genere può bene intuire, la sorpresa finale con il pezzo mancante lo lasciò con un senso di impotenza e di frustrazione.

Prima incolpa i cani, sospettati di aver ingerito l’incastro mancante, dopo la badante e infine ogni membro della famiglia che abbia frequentato la sua casa. La delusione fu cocente, ma Jack non si arrese.

A quel punto, per portare a termine quella che era ormai divenuta una sfida con se stesso, Jack Harris decise di scrivere a Falcon Games LTD,  casa produttrice del puzzle della “discordia”, chiedendo il tassello cruciale.
Purtroppo i dipendenti dell’azienda risposero che non si poteva fare niente in merito perché il puzzle da lui richiesto era uscito dalla produzione ormai da anni.

Tuttavia la storia giunta alle orecchie dell’amministrazione smosse i vertici che decisero di realizzare ex-novo la tesserina mancante, recuperando il disegno originale e regalando un sorriso all’appassionato signore.

Il puzzle rappresenta un quadro del pittore James Joseph Jacques Tissot intitolato “Il ritorno del figliol prodigo”.

Il pezzo “non” mancante, la storia di un tassello speciale

Guardando un puzzle con un pezzo mancante il cuore del suo artista e di chiunque guarda potrebbe riempirsi di rabbia e di frustrazione.
Nello stesso modo in cui un grande dipinto tagliato con un taglierino potrebbe creare indignazione e sconforto.
Tuttavia Lucio Fontana nato a Rosario il 19 febbraio 1899, un pittore, un ceramista e scultore italo-argentino decise di tagliare la sua tela e creare così il movimento spazialistà.

Infatti le opere di Fontana Tagli su tela rappresentano il desiderio che il quadro esca dalla sua cornice e la scultura dalla sua campana di vetro. Inizia in questo modo la ricerca di una terza dimensione offrendo la possibilità di mettere in relazione la superficie della tela con lo spazio dell’osservatore.

Anche oggi nelle piccole azioni quotidiane noi possiamo diventare dei grandi artisti.
Doriana e Roberto lo sono diventati creando la loro opera meravigliosa: Il pezzo “non” mancante.

Con le parole di Doriana vogliamo raccontarvi questa storia tra arte e amore tra i tasselli del puzzle Convergence di Jackson Pollock.

Io sono appassionata di puzzle con soggetti d’arte, e quando ho visto questo di Pollock, me ne sono subito innamorata. L’ho preso in fretta e furia, e altrettanto velocemente ho cominciato a completarlo, dividendo i pezzi in maniera maniacale come di consueto. Mi piace comporli mentre il mio compagno legge ad alta voce per noi, visto che lui davanti a un puzzle non regge per più di due minuti senza impazzire o addormentarsi come una pera cotta! Pensate che durante la prima chiusura totale per il Covid ci siamo riletti in questo modo tutta la saga di Harry Potter!
Tengo molto ai miei puzzle, abbiamo l’armadio pieno..  immaginate perciò la mia delusione quando, arrivata alla fine, mi accorgo che mancava un pezzo! Ho subito iniziato a vagare per casa mettendola a soqquadro, cercando disperatamente il pezzo mancante.. Il mio compagno nel frattempo, ha preso un foglietto e facendolo combaciare con il pezzo mancante, ha scritto quel messaggio.. Io me ne sono accorta solo quando, sfinita e rassegnata, mi sono seduta ad ammirare il puzzle “quasi” completo.. E così, alla fine, ho deciso di intagliare un pezzo di cartone e di incollare quel messaggio, e credo che questo puzzle ora mi piaccia ancor più di prima

Con un piccolo gesto e nel piccolo spazio di un pezzo mancante questa coppia ha trovato la propria manifestazione artistica. Infatti questo puzzle non sarà solamente un bel quadro da appendere ma un meraviglioso ricordo unico del loro amore.

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One Comment

  1. Analia 3 mesi ago

    Quando l’amore incontra l’arte….<3

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