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Puzzle picasso

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Puzzle Guernica – Picasso

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L’infanzia di Picasso
Pablo Diego Josè Francisco de Paula Juan Nepomuceno Crispin Crispiano de la Santissima Trinidad Ruiz y Picasso è il complicatissimo nome completo di colui che, più semplicemente, è passato alla storia come Pablo Picasso scegliendo di assumere, secondo quanto consentito dalla legge spagnola, il cognome materno.

Picasso nasce il 25 ottobre 1882 a Malaga, in Andalusia. Suo padre, insegnante nella locale scuola d’arte, lo avvia precocemente all’apprendistato artistico. Il giovane dimostra uno straordinario talento, tanto che ad appena quattordici anni espone in un suo primo dipinto a una mostra di Barcellona, ottenendo il meravigliato consenso della critica.

Da vecchio, quando ormai la sua fama era diventata universale amava ripetere, non senza un pizzico di autocompiacimento:

“A tredici anni dipingevo come Raffaello. Ci ho messo tutta una vita per imparare a dipingere come un bambino”

Lo spirito irrequieto, un amante viaggiatore
D’animo fantasioso, irrequieto e indipendente, l’artista si allontana ben presto dalla famiglia e nonostante la giovanissima età, compie numerosi viaggi nell’amata Catalogna.

Una volta tornato a Madrid, dove frequenta la prestigiosa Accademia Reale San Ferdinando di Madrid si applica in modo particolare nello studio dei grandi pittori spagnoli del passato: soprattutto Velázquez e Goya.

Sul finire dell’Ottocento va a Barcellona. Sono anni di grande confusione interiore, segnati dai primi di una lunga serie di amori intensi e burrascosi. Ma sono anche gli anni nei quali Picasso gettate basi di quella che sarà la sua straordinaria capacità di dedicarsi a qualsiasi tipo di espressione artistica.

Nell’ottobre del 1900, l’artista, non ancora ventenne, si reca per la prima volta a Parigi ritornandovi l’anno successivo e restandovi poi per quasi mezzo secolo.
I periodi colorati del giovane Picasso
Picasso Primi Dipinti

Nell’autunno del 1901 la pittura di Picasso, che fino ad allora non aveva maturato ancora uno stile personale, oscillando tra l’ammirazione per Cézanne e le tematiche post-impressioniste, ha una prima decisiva svolta, conseguente anche all’emozione suscitata nell’artista dal suicidio per amore dell’amico Carlos Casagemas. Si inaugura infatti il cosiddetto periodo blu, che si protrarrà fino a tutto il 1904. Come suggerisce la definizione si tratta di un tipo di pittura giocato tutto sui colori freddi (blu, grigio, turchino), quasi che gli occhi dell’artista fossero velati da un cristallo azzurro e il suo cuore da una perenne malinconia.

A partire dal 1905 la tavolozza di Picasso cambia improvvisamente tono e alla mestizia desolata degli azzurri subentra la calda gradazione dei rosa. Ha così inizio la seconda fase della maturazione artistica del maestro, il cosiddetto periodo rosa.

Questo periodo, di intensa produzione, ma di breve durata (si concluderà in poco più di un anno, alla fine del 1906), costituisce la logica prosecuzione di quello precedente. Al mondo degli sfruttati e degli emarginati del periodo blu si sostituiscono soggetti ripresi dall’ambiente del circo e dei saltimbanchi.

Gli ultimi mesi del 1906 segnano la cosiddetta epoca nera, nel corso della quale l’artista si interessa in modo approfondito alla scultura africana e polinesiana, ricercandovi la forza espressiva di un’umanità spontanea e incorrotta, non ancora contaminata dalla troppa ideologia e dai condizionamenti sociali.
Il Cubismo
Nel 1907, infine, l’artista espone Les demoiselles d’Avignon, l’opera considerata come la capostipite del movimento cubista

Alla fase analitica del cubismo (1909-1911), nel corso della quale i dipinti di Picasso e Braque, volutamente non firmati, risultano spesso indistinguibili, segue poi quella sintetica (1912-1913), durante la quale si precisano anche le diversità stilistiche dei due artisti.

Picasso appare subito come un fiume in piena. La sua straordinaria fantasia e la innata propensione al disegno lo fanno procedere per geniali intuizioni.

Questo è il periodo più felice del Cubismo picassiano.I colori si sono fatti brillanti e le superfici perfettamente piatte. L’uso del collage, cioè l’incollare alla tela oggetti e materiali eterogenei (legno, carta, paglia) dà a ogni composizione un significato nuovo e provocatorio.

Il primo, tragico conflitto mondiale (1914-1918) travolge anche il Cubismo. Nel dopoguerra, a grandi dipinti monumentali Picasso alterna riprese di Cubismo sintetico, interessandosi nel contempo anche alla grafica e alla scenografia. L’artista mostra tutta la sua piena maturità dopo questo triste periodo.

La Fama e la morte
Nel 1929 partecipa alla prima mostra surrealista alla Galerie Pierre di Parigi e negli anni Trenta allarga l’esperienza surrealista anche alla scultura, introducendo fantasiose costruzioni in filo di ferro o in materiali eterogenei.

La posizione politica di Picasso è sempre stata democratica e antifascista.infatti nella Germania di Hitler alcune sue opere, insieme a moltissime altre di grandi artisti espressionisti tedeschi, vennero pubblicamente bruciate sulle piazze come esempio di arte degenerata.

Nella sua vita di artista ha riscosso una grandissima fama e ammirazione, ad oggi la sua firma è il segno dell’arte moderna.

Pablo Picasso muore a Mougins, in una delle numerose proprietà nelle quali era solito soggiornare, a periodi alterni, nel corso dell’anno. Era l’8 aprile 1973 e la notizia fece in un baleno il giro del mondo. Con lui moriva il più grande artista del Novecento.

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