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Pittori tedeschi: i preferiti da Puzzle Arte

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I pittori tedeschi preferiti da Puzzle Arte sono Franz Marc e Paul Klee. Ma accanto a questi si annoverano anche i pittori austriaci nella stessa influenza culturale e artistica come Egon Schiele e Gustav Klimt. Nella seconda metà dell’800 fu la Francia a influenzare più fortemente le tendenze della pittura internazionale. E all’inizio del ‘900 questo ruolo passò all’Austria e alla Germania. Prima Vienna e poi Monaco, Dresda e Berlino diventarono i centri che esercitavano più influenza nel mondo della pittura.

I pittori romantici tedeschi

Fra i pittori tedeschi romantici spicca la figura di Caspar David Friedrich. Incarna la corrente pittorica del momento che guarda al paesaggio, alla natura e all’aspirazione al sublime. Le raffigurazioni sono suggestive e malinconiche: foreste silenziose, distese marine e montagne innevate. Infatti Friedrich esalta lo spettacolare paesaggio nordico in un’intensa espressività psicologica. Il sentimento celebrato dalle sue opere non è mai violento, ma triste e contemplativo. L’uomo da lui raffigurato nei paesaggi è contemplativo. E’ alla ricerca di una meta irraggiungibile, ama la solitudine e ha un’anima inquieta. Esprime una malinconia costante, è avvolto in uno struggimento logorante causato dalla nostalgia. Il suo desiderio indefinibile e tormentoso è ben raffigurato ne “Il viandante sul mare di nebbia”. Questa è anche una delle opere più rappresentative del Romanticismo tedesco.

Quest’opera si presenta carica di simbolismo: l’uomo contempla la natura e si misura con l’immensità del cosmo.  Silenzioso, misterioso e inaccessibile. Altra interpretazione è quella della metafora dell’anima al cospetto di Dio. L’uomo al termine del viaggio terreno deve proseguire verso l’ignoto. Friedrich nelle sue opere non vuole esprimere oggettività, ma contemplazione e interpretazione.

Oltre a Friedrich, i pittori tedeschi rappresentativi del Romanticismo sono il pittore Philipp Otto Runge, Gerhard von Kügelgen. Oltre ai pittori Nazareni, Adrian Ludwig Richter. Ma anche Carl Spitzweg, Eberhard Wächter, John Constemba. E Christian Clausen Dahl, Carl Gustav Carus, Ernst Ferdinand Oeheme e Kersting.

L’espressionismo tedesco

L’espressionismo fu in voga fra i pittori tedeschi nel primo ventennio del ‘900. Esprime la propensione dell’arista ad esaltare, esasperandolo, il lato emotivo della realtà rispetto a quello oggettivo. La Germania fu teatro di questa corrente almeno fino al 1925. L’espressionismo proponeva una rivoluzione del linguaggio che contrapponeva all’oggettività dell’impressionismo la sua soggettività infondata. Il senso dell’Espressionismo produce una ribellione dello spirito contro la materia.

L’espressionismo era dedito ai contenuti sociali e alla drammatica testimonianza della realtà. La guerra, le contraddizioni politiche, la perdita di valori, le lotte di classe. Senza contare una aspra critica contro la società borghese. Quindi l’alienazione del mondo del lavoro, la visione positivistica del mondo. Le premesse teorico-culturali dell’Espressionismo stanno nel pensiero di Sigmund Freud e del francese Henri Bergson. Gli artisti esprimevano tensioni, stati d’animo e sentimenti attraverso la violenza del colore. Oltre alla sintesi della forma, l’incisività del segno. I soggetti preferiti furono i nudi, i paesaggi, le scene di vita quotidiana e le città.

I pittori tedeschi espressionisti

I più importanti pittori tedeschi espressionisti sono Lyonel Feininger, Franz Marc, Ernst Ludwig Kirchner, August Macke ed Egon Schiele. La corrente culturale espressionista si manifestò anche nella letteratura, nel teatro e nel neo nato cinema tedesco. Il fermento per l’attesa di un nuovo ordine sociale era stato affidato alla prima guerra mondiale. Veniva fomentato non solo dalle milizie del Reich ma anche dagli intellettuali. Si auspicava la purificazione dell’Europa. E per arrivare all’azzeramento degli antichi poteri non sarebbe bastata la cultura. Era necessaria una apocalisse.

Per questa ragione molti artisti combatterono al fronte come volontari. L’orrore inghiottì gli ideali e prevalse sull’arte. Infatti dopo la guerra prese piede una corrente più realistica dell’espressionismo. I maggiori esponenti di questa nuova visione furono Otto Dix, Max Beckmann e George Grosz.

Tra il 1905 e il 1911 nacquero Der blaue Reiter a Monaco di Baviera e Die Brücke a Dresda, che attirarono in Germania Wassilij Kandinskij e Alexej Jawlensk. Due riviste molto seguite animarono il dibattito stilistico, filosofico e politico A Berlino: Der Sturm e Die Aktion.

I pittori tedeschi del ‘900

Infatti i pittori tedeschi del ‘900 sono riconducibili ai gruppi Die Brücke e Blaue Reiter, il Cavaliere azzurro. Il primo nacque a Dresda per iniziativa di Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel e Karl Schmidt-Rottluff. Questi rappresentarono la sofferenza della condizione umana. Ma esaltarono anche la spontaneità dell’ispirazione attraverso una violenta deformazione dei corpi. Ma anche l’esasperazione dei colori e un linguaggio incisivo e immediato. Il linguaggio si fonda sull’uso di colori violenti e innaturali e sull’uso di linee dure e spezzate. L’obiettivo è di comunicare con impetuosa violenza la visione drammatica e pessimistica della società. L’intenso naturalismo primordiale fu ben espresso da Emil Nolde insieme a Max Pechstein, Otto Müller, César Klein, Karl Hubbuch. Raffigurarono una tensione sempre più ossessiva e psicologica, riflessa su descrizioni di grotteschi ambienti mondani. Infatti dopo la prima guerra mondiale si trasformò in una satira sociale.

Nei decenni successivi questo movimento influenzò altri artisti. Nel 1911 Kandinskij e Franz Marc fondano a Monaco Der Blaue Reiter, Il cavaliere azzurro. Una esperienza artistica ancora inquadrabile nell’espressionismo, che però si traduce in una forma romantica di orfismo. Ovvero in un tentativo di unione dello spirito del pittore con l’anima pulsante dell’universo. Il “Cavaliere azzurro” fu un fenomeno di vasta portata, nel quale il linguaggio del colore si fece sempre più libero e intenso. Grazie all’influenza di Kandinskij, gli artisti implementarono nuovi modi espressivi, spazi immaginari, l’astrazione lirica e fantastica della realtà.

I pittori tedeschi contemporanei

I pittori tedeschi contemporanei hanno affrontato la guerra, il comunismo, i grandi cambiamenti sociali. Quindi una forte tendenza all’astrazione. Dal realismo sfocato di Gerhard Richter agli spazi sociali vuoti di Candida Höfer, fino ai murales di MadC. Richter ad esempio è un surrealista famoso per i ritratti sfocati. La sua filosofia è “rendere tutto ugualmente importante e ugualmente privo di importanza”. Poi troviamo Isa Genzken che lavora con la fotografia, video, collage e film. E’ celebre per la scultura e la sua opera più famosa è “Rose”.  Ovvero una rosa in acciaio smaltato alta otto metri installata permanentemente all’esterno della Messe di Lipsia.

A seguire Wolfgang Beltracchi, il più famoso falsificatore d’arte della Germania. Capì di non doversi limitare a copiare i dipinti esistenti ma di produrre quelli conosciuti per essere persi. Ovvero bisognava fare in modo che venissero trovati magicamente in una vendita o in un attico e poi portati all’asta. Invece la fotografa Candida Höfer divenne famosa per le sue grandi immagini di spazi pubblici vuoti come banche, uffici e sale d’aspetto. Una delle sue serie successive è costituita da immagini del Museo del Louvre senza alcun uomo in vista.

Neo Rauch è l’artista dell’immaginazione. Viene celebrato in tutto il mondo per il suo uso vivido di colore e la giustapposizione di elementi figurativi e astratti. Infatti il suo lavoro è influenzato da Magritte e De Chirico. Infine troviamo MadC, ovvero Claudia Walde, che ha dipinto il suo primo pezzo di graffiti nel 1996 a 16 anni. Lei considera i graffiti come il modo migliore per esprimere se stessa dato che è il prodotto finale che è più importante. Oltre alla vernice spray, usa anche inchiostro, acrilico e acquerelli. Nel 2010, il suo murale “700-Wall” di 700 metri quadrati l’ha lanciata sulla scena artistica internazionale.

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