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Pittori spagnoli: i preferiti da Puzzle Arte

I pittori spagnoli preferiti da Puzzle Arte sono Salvador Dalì, Francisco Goya, Joan Mirò e Pablo Picasso. Nomi illustri della produzione artistica spagnola che hanno lasciato tracce importanti nel panorama culturale mondiale. Le influenze dell’arte italiana e francese, unita ai grandi fatti, ha dato vita ad una produzione senza precedenti.

I pittori spagnoli

I pittori spagnoli e la produzione raffigurativa della Spagna confutano la tesi marxista dell’arte assoggettata al mercato. L’arte più avanzata non è frutto di condizioni economiche vantaggiose. Ma può emergere anche in contesti meno abbienti. La storia dell’arte spagnola testimonia che la decadenza politica non è coincisa con la decadenza artistica.
I pittori spagnoli si distinguono per il naturalismo. Si dedicano alla cura del dettaglio nelle raffigurazioni e alla rappresentazione del mondo com’è. In questa ottica ogni ambiente diventa concreto e reale.

Per questo emergono personalità artistiche connotate da passione e violenza. L’ingrandimento delle figure rispetto agli altri elementi delle raffigurazioni crea giochi di ombre e luci. Una tecnica di derivazione Caravaggesca che amplifica l’impatto delle produzioni artistiche. Infatti gran parte dei pittori del Cinquecento e del Seicento utilizzavano le tavolozze basate su terre verdi, rosso cupi e nero. A completare l’opera artistica erano le cornici dorate. Ovviamente parliamo del periodo di massimo splendore del Siglo de Oro, che consegnò alla storia grandi artisti.

Altro periodo di grande fioritura artistica è stato il Novecento. Il secolo Breve spagnolo è stato caratterizzato- come tutta Europa- da guerre e carestie. Prima la guerra Civile, la dittatura, l’arretratezza economica. Molti artisti spagnoli frequentarono le altre capitali europee in questo periodo. Qui maturarono una coscienza culturale e artistica da trasferire alle opere. La produzione è stata spalmata su tutto il territorio spagnolo con testimonianze di primo piano.

I pittori spagnoli famosi

Fra i pittori spagnoli famosi si elenca una rosa di nomi che ha portato in alto il nome della Spagna. A partire da El Greco considerato un vero maestro. Lui ha influenzato gli artisti dell’impressionismo e ha rappresentato personaggi esili ma molto espressivi. Le opere più importanti sono “La guarigione del cieco” e “purificazione del tempio”. Altro celebre artista è Joan Miró considerato uno dei più talentuosi nel panorama artistico mondiale. Celebrato per il surrealismo e l’espressionismo o fauvismo. La narrativa pubblicata su di lui vorrebbe che prima di dipingere si sottoponesse a strenui digiuni.

Altro nome noto è quello di Diego Velazquez rappresentativo del Secolo d’oro spagnolo. Le sue opere più celebrate sono “Las Meninas” o “La resa di Breda”. Nella rosa dei pittori celebri spagnoli non poteva mancare Pablo Picasso. Ovvero uno dei maggiori esponenti del cubismo che ha influenzato anche la scultura, il disegno, l’incisione e altre arti. Infine fra i più celebrati ricordiamo Salvador Dalì, considerato il genio del surrealismo.  Fra le sue opere più importanti si citano “La tentazione di Sant’Antonio” e “La persistenza della memoria”.

I pittori famosi contemporanei

I pittori spagnoli contemporanei si distinguono per estro creativo. A partire da John Gray, menzionato come esperto del cubismo e di creazioni in plastica. A lui il merito di avere ideato la tecnica del papier collé, che prevede l’aggiunta di ritagli da riviste o giornali per le scatole. Le opere più importanti sono “il Ritratto di Picasso”, “Chitarra e Pipa” o “Still life con una veneziana”. A questo aggiungiamo Antoni Tapies, scomparso nel 2005 all’età di 88 anni.  La sua produzione artistica si è contraddistinta per l’espressionismo astratto. Le opere più importanti sono “Grande Grigio Vernice” o “Grattage Rosso”.

Inoltre possiamo citare Bartolomé Esteban Murillo, uno dei maggiori esponenti del barocco nazionale. Ha fatto da apripista per l’utilizzo del rococò e la sua opera più famosa “La cucina degli angeli”. Infine troviamo Antonio Lopez, tutt’ora in vita, che viene celebrato per la sua fama mondiale. In particolare, fra le sue opere si citano “Antonio e Mari” o in “Gran Vía”.

Francisco Goya

Il talento di Francisco Goya ha dominato la pittura spagnola per tutto l’Ottocento. Le sue opere vengono considerate pura espressione di modernità. Infatti viene citato come l’ultimo dei grandi maestri e il precursore della modernità. Alla fine del 1800 Goya diventò pittore di corte. Una condizione che gli permise di raffigurare i nobili di corte, affermandosi come ritrattista. A corte si occupò anche di arte decorativa in stile rococò per la dimora reale. La sua pittura divenne oscura e pessimistica in seguito ad una grave malattia. Dopo una carriera costellata di successi, la sua produzione mutò.

Raffigurò la guerra e l’occupazione francese in Spagna, nell’opera nota come “I disastri della guerra”. Inoltre realizzò i famigerati “dipinti neri” che realizzò nella sua dimora la “Quinta del sordo”. Ovvero raffigurazioni macabre e terribili.

Il più celebre fra i pittori spagnoli: Pablo Picasso

Fra i pittori spagnoli meglio noti nel mondo troviamo Pablo Picasso. La sua arte si è irradiata in diverse sfaccettature tale da trascendere il campo artistico. Picasso è l’emblema del Novecento e quindi dell’artista contemporaneo. E’ stato definito Bohemien, ma anche avanguardista. Ha denunciato l’orrore della guerra e le ingiustizie del mondo. Infatti fra l’inizio del secolo e la seconda guerra mondiale ebbe il merito di rendere la produzione artistica al centro della cultura. Fu esponente del cubismo e sperimentò la tecnica del collage, che portò anche in pittura e nel mondo artistico.

La critica più accreditata distingue la sua produzione in diverse fasi. Sono classificate in Periodo blu, un Periodo rosa, un Periodo influenzato dall’arte africana. Poi il periodo del Cubismo analitico e del Cubismo sintetico. La sua produzione artistica fu influenzata anche dal surrealismo. Le opere che hanno reso celebre la sua arte nel mondo sono “Les Demoiselles d’Avignon” del 1907, “Il sogno” del 1932 e “Guernica” del 1937.

La provocazione artistica di Salvador Dalì

Fra i pittori spagnoli la produzione artistica di Salvador Dalì viene considerata come provocazione. Nato da una famiglia benestante della Catalogna studiò arte fin da giovanissimo. Si trasferì prima a Madrid e poi in Francia. Qui conobbe il regista spagnolo Luis Buñuel con cui strinse un importante sodalizio artistico. Aderì al dadaismo, ma prima si interessò anche di cubismo. L’amicizia con il regista fu foriera di una produzione cinematografica. Si citano a tal proposito la realizzazione di pellicole come “Un chien andalou” e “L’âge d’or”. La passione per il cinema lo portò a collaborare anche con Alfred Hitchcock.

La frequentazione di salotti bene a Parigi lo spinsero ad assumere atteggiamenti provocatori. Un sentimento che si riversò nella sua produzione artistica e che ne celebrarono il successo. Dalì viene considerato Dandy e innovatore. Le sue raffigurazioni pittoriche narravano i grandi fatti della storia del tempo. Le sue opere raffiguravano gli accadimenti politici, le novità scientifiche e i cambiamenti sociali. Come ad esempio “La persistenza della memoria” del 1931. Oppure “Morbida costruzione con fagioli bolliti: premonizione di guerra civile” del 1936. E ancora “Cigni che riflettono elefanti” del 1937. Non fu estraneo alla passione politica. Rifiutò di schierarsi con il fronte antifascista e dopo l’affermazione di Franco tornò in Spagna.

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