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Raffaello sanzio

Scopri i puzzle Raffaello Sanzio

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Puzzle Raffaello

Scopri insieme a noi i nostri puzzle Raffaello e immergiti nella storia del grande pittore marchigiano del Rinascimento. Raffaello non fu solo un pittore, ma  fu senza dubbio una delle figure più abili e innovative di tutta la storia dell’arte.

Per noi di Puzzle Arte i puzzle Raffaello  sono uno strumento meraviglioso per poter entrare intimamente nelle opere del grande maestro di Urbino.

Infatti il puzzle è uno strumento di silenzioso rapporto tra l’opera e tu che lo stai costruendo. Cercando ogni pezzo delle opere di Raffaello ti immergerai nella sua spettacolare vita. Prova anche tu i puzzle Raffaello.

Gli inizi di Raffaello

Verso la fine del 1504, preceduto da una lettera di presentazione della duchessa di Urbino, Raffaello si trasferì a Firenze, dove rimase profondamente colpito dall’arte dei grandi maestri del Rinascimento maturo.

La città, infatti, nonostante anni di rivolte politiche e sociali, viveva una singolare stagione di fulgore artistico: la contemporanea presenza di Leonardo, di Michelangelo e di altri nomi di prima grandezza la rendeva una straordinaria piazza, vivace e stimolante, per un giovane pittore.

Inizialmente Raffaello rimase affascinato dalle novità di Leonardo, dal suo sfumato, dalle atmosfere dei suoi dipinti e dai suoi ritratti, che tentò di interpretare in maniera personale.

Lo dimostrano le sue Madonne e il Ritratto di Maddalena Strozzi ispirato alla Gioconda ma molto diverso nei risultati.

Gradualmente però l’artista rivolse la propria attenzione verso l’astro nascente di Michelangelo, dal quale derivò un maggiore plasticismo e un’accresciuta dinamicità compositiva.

Da entrambi riprese e sviluppò l’abilità nel disegno, nella cui esecuzione si rivelò uno dei più grandi e versatili interpreti dell’epoca: oltre al carboncino, egli utilizzò sia la punta d’argento e la penna, più tradizionali, sia l’innovativa matita rossa introdotta da Leonardo.

Puzzle Raffaello Raphael's Triumph Of Galatea

L’arte di Raffaello

Guardando a questi sommi maestri, Raffaello abbandonò rapidamente il classicismo peruginesco, ritenendolo obsoleto, e seppe dare vita a uno stile

“eterno”, i cui canoni di bellezza, armonia e ispirazione classica avrebbero in-
fluenzato l’arte occidentale fino al Novecento.

Raffaello Sanzio è la terza grande personalità, l’unica che Giorgio Vasari colloca ai vertici della «maniera moderna», dedicandogli queste parole

“Laonde si può dire sicuramente, che coloro che sono possessori di tante rare doti, quante si videro in Raffaello da Urbino, sian non uomini semplicemente, ma dèi mortali.”

Questo è tratto dalla seconda edizione delle Vite, pubblicata nel 1568, quando Raffaello era morto ormai da più di quarant’anni ed era già entrato nel mito: i contemporanei lo chiamavano “il principe dei pittori”, esaltandone lo stile
gentile e pieno di grazia, la devozione sincera così come i modi cortesi e garbati, e rimpiangendone la morte prematura, avvenuta nel 1520, quando l’artista marchigiano aveva solo 37 anni.

La formazione di Raffaello

Nato a Urbino nel 1483, Raffaello era figlio di Giovanni Santi, pittore e letterato alla corte dei Montefeltro: fece dunque in tempo a respirare l’atmosfera vivace e raffinata che il duca Federico aveva creato nelle magnifiche sale di Palazzo ducale, mostrando una precocissima e spiccata
inclinazione per la pittura.

Sebbene non esista una documentazione precisa riguardo ai suoi primi anni di attività del pittore, è del tutto verosimile che alla corte urbinate il giovane artista abbia avuto modo di studiare le opere di Piero della Francesca, che lo resero molto abile nell’uso della prospettiva e nell’applicazione di una rigorosa armonia compositiva tra spazio, figure e architetture, ma anche la possibilità di conoscere i molti dipinti fiamminghi collezionati dai duchi e le architetture del conterraneo Bramante, la cui fama era ormai pienamente consolidata.